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09/11/2009





Follia



Piovono da cielo
gocce amare
di pioggia,
e il ticchettio di queste
sottili ombre
riflette,
su una grigia pozzanghera,
la mia preziosa follia.

Franco





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- Franco61 -


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IL DESERTO DELLA VITA



deserto

Sepolto
tra dune infuocate
attraverso
il deserto della vita
accompagnato
solo dall’urlo del vento
che sferza l’anima

mentre lontano
la tua malinconia
si tuffa nell’oceano
di infinite
lacrime disperate.

Affronterò per te
i sentieri più impervi
del dolore
nell’immane rimpianto
di un attimo infinito
cercando
la luce di un tuo sorriso
che divampa improvvisa
e teneramente
accarezza i miei pensieri…


Mario CORALLUZZO - © Copyright 2009 - ANIMA MIA - Poesie




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08/11/2009





occhi chiusi ...



 
È solo un risveglio da una notte irreale
dove la vita ha il suo cambiamento,
dove tutto si falsifica,
dove gli occhi chiusi stanno
a guardare ciò che veramente vedono.
È solo il buio che si dirada facendo apparire la verità,
la solitudine che prevale su tutto,
in questo risveglio piovoso ,
dove la pioggia
rende più intimo , più vicino ;
senti quello che veramente manca,
mentre un falso sorriso ti attende sempre nelle prime
luci dell’alba.
Quella notte dove tutto nasconde intorno a te ,
quei muri che ti circondano sembrano cadere,
forse affondati in un’anima ubriaca ,
che nei suoi respiri giace seduta al bar
offrendoti il nettare che dimentica
il vero chi sei, chi sono …
Ma ti accorgi che dopo poche ore da una tenda
mal riposta filtra la luce fioca, disintossicandoti
da quei fumi che ti hanno portato lontano,
la porta si apre,
e mentre esci ti accorgi che tutto non è cambiato,
tutto ti attende come quel peccato originale,
non trovando il potere per cancellarlo,
restando impresso dentro , come un tarlo che
non riesci ad elimane,
bucandoti l’anima che cerchi di salvare…
 
 
                                            Amfortas
 




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...la trilogia degli esseri.



…la trilogia degli esseri.
( le tragedie umane)
 
…e si maschera di poteri magici e di potenza fisica
la trilogia degli esseri umani :
in culti d’ogni credo che manifestano frivole pretese
animano l’osmosi biblica alle coppie sterili ,
a un ritegno che non ritorna ma mortifica e trafigge l’anima
lascia nausee    e mali odori…
 
…è un ibrido felino che si accoppia con l’incesto fobico
profana il feticcio pubico e insozza l’insolenza ambigua,
ed è la sua carne a marcire orgasmi
carne debole che nel corpo suo è labile
purga fugaci attimi dando sfogo ad approcci sterili…
 
….e si trascura l’animismo osferico
e con occhi umidi si lacrima in alchemiche formule,
si differenziano le specie umili e si evolvono in intrecci cosmici
dove la lava vulcanica copre spazi inutili,
e ne costituisce motivo di eccitazione la partener lesbica
che annaspa nelle esecrazioni corporee dagli esseri ludici
in apparenza gioca  e lascia dolori futili …
 
…e si distingue l’aristocratico gotico
va in difesa della  spiritualità ideologica
col sol pensiero fa l’intellettuale,  si dedica al platonico amore ,
lo condivide con quelli che i sentimenti animano
e col l’amorevole vezzo fuoriesce dai canoni logici …
 
…ed è peccaminoso l’essere che ferma il battito di un cuore isterico
l’amore preso con l’inganno fa oltraggio all’essere umile,
egli può solo stare negli inferi m’isterici a spaziare nelle arterie
e tra le vene dei dannati vomita…
 
…e non c’è spazio per una dolce tenerezza ,la tua?
solo i duri e i forti hanno sangue da battaglia,
in loro la belva gli fa dimora :
arriva dalle tenebre e con voce li seduce…
 
…e tutto gira nel silenzio e nessuno vede,nessuno ascolta !
sciami di anime vagano danzando;
ballano a cerchi e sostituiscono l’amore agli innamorati,
mentre la morbosità iniqua sputa nel piatto antropico
e viene così  trafitto il sentimento dagli immondi epatici..
 
…ed è la trilogia degli esseri a distinguersi tra gli umani biblici
il brutto il buono,il cattivo ,ci aggiungo il sognatore !
 i tre sensori dell’umana vita ,i pensatori!
si divide   tra questi il più tribale
il figlio dell’uomo è il migliore…
poetanarratore.




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- poetanarratore -


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Sono un artista



C'era una volta un sognatore che viveva di sogni, non voleva studiare, non voleva lavorare, i genitori erano tanto preoccupati per il suo avvenire. Lo mandavano a lavorare da qualche parte, ma non ce la faceva, era arrivato a trent'anni senza arte né parte. Partì lontano, verso il trentino, lassù voleva sistemarsi, perché gli piaceva la montagna, aveva paura degli uomini, ma non della natura. Partì in autostop, all'avventura, in fondo si sentiva giovane ancora. Era ottobre e cominciava lassù il freddo, chiese ospitalità da un parroco, ma doveva trovare un lavoro, perché al parroco doveva pagare una retta. Colse le mele, l'uva, e i soldi bastarono per tutto l'inverno. La domenica andava in giro, ma c'era la neve, ed era difficile muoversi. Lui dentro di sé capiva che aveva avuto torto di non aver studiato, né mai lavorato, ma non ce la faceva a fare lavori duraturi. Era incostante, e ora si trovava nei guai. A Pasqua doveva andare via se non avesse trovato lavoro. Pianse molto, il parroco se ne accorse e andò a consolarlo dicendogli che poteva restare. Arrivò la primavera e si rese conto che non doveva destare pietà, ma doveva fare per sé qualcosa che gli restituisse dignità. Per un mese andò per le foreste, ora la neve si stava sciogliendo e faceva meno freddo. Trovò riparo presso una grotta, non faceva altro che pensare a che cosa fosse destinato a fare nella sua vita. Spesso si chiedeva, possibile che non sappia fare niente di mio? Si mise a disegnare e gli venivano bene i disegni, sono un artista, urlò fra la boscaglia. Accese un fuoco e si mise a dipingere, poi lo colse il sonno e tanta fame. Aveva fatto in quei giorni dieci dipinti con i colori e la carta del parroco, e li mise in vendita in un paese che lo ospitò. Vendette quattro dipinti a dieci euro l'uno, perciò guadagnò quaranta euro e andò a fare pranzo in una trattoria. Avanzò anche qualcosa e si sentì in paradiso. Appena uscì dal locale si rese conto che era un mese che non si lavava e gli occorreva una camera per la notte, ad un tratto si sentì chiamare dalla padrona della trattoria, è lei il pittore? Sì, rispose, me ne servono cinque di dipinti, disse la padrona della trattoria. Le piacciono questi? disse il pittore. Sì, li prendo. Senta, disse il ragazzo, dove posso trovare una camera? In trattoria, naturalmente. E così i guai finirono per il pittore. Trovò anche moglie.





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ecco..




stanca di altre storie
non sono mie
stanca di riflessi
non sono i miei
esigo un'emozione
comincio la stesura..



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Sillabe di sogno



Sto dipingendo sillabe di sogno nei furtivi frammenti di tempo in cui sono incantato a vedere il firmamento, e il sidereo canto m’avvolge in un canto senza fine e tutto gira vorticosamente, e tutto un brulicare di luci riflettono sull’argento del mare e la pallida luna vi si specchia il viso, e si prepara ogni sera crescente o dopo un po’ di tempo decrescente, e tutto un brulicare di note d’arpa accompagnano il sidereo canto del cielo stellato e un pianoforte e un violino e un flauto traverso attraversa l’ultimo orizzonte. Ed è tutto magico nel plenilunio, ed è tutto romantico, l’arpa insieme al flauto che dirigono il suono alle stelle dove tutto tace, ma simbolicamente c’è un afflato che va oltre l’armonia dell’essere per divenire un tutto cosmologico, e insieme al turbinio del vento delle fronde il suono diventa assordante, e fuoriesce placido il mare della tranquillità che tutto acquieta, ma mai mi mostrerò nudo di fronte al sole, piuttosto la notte mi farà abitatore di universi stellati fra paradisiache danze ultraterrene dove il viatico è la luna che si posa dolcemente sul mare, che tutto lo rischiara.





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- albertoteodori -


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07/11/2009





Il tramonto e la luna



Il romantico tramonto
si scocciò di colpo
di fare innamorare il mondo.
Si tuffò nel mare spegnendo il sole
e passò il gravoso compito
alla candida luna piena.

Franco





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Il sole



Sole rovente

Splende il sole sulla terra

coi suoi raggi tutto afferra

colori luci ed allegria

tutti i giorni per noi invia

della vita è lui la culla

senza lui sarebbe nulla.





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- verdefronda -


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06/11/2009





Ogni cosa si ricompone



L’autunno si spoglia per far entrare il generale inverno, su tavolozze rossastre le foglie scendono a terra per l’ultimo saluto. Dove passerò l’inverno? Oh quanto vorrei una casetta di legno e un camino e un gatto che gioca con il rotolo di lana di una maglia cucita ai ferri da mia moglie, questo quadretto lo appenderei per dare il titolo alla stagione inverno, e passerei ogni attimo su una poltrona davanti il caminetto e metterei legna da ardere dentro il camino sempre acceso e giocherei con il gatto che prenderei sulle mie ginocchia facendogli fare le fusa, sarebbe bello avere un gattino e un caminetto e tanta legna da ardere. E’ bello vivere di sogni, non toglieteci i sogni a noi poeti, stanchi di camminare su pozzanghere d’acqua, e le auto che passano ci spruzzano acqua sui calzoni, un po’ di rispetto per i poeti! I poeti sognano arcobaleni dove passeggiare i loro sogni, dormono sulle nuvole che usano anche per coperta. Quando è caldo vanno al mare e l’eco dell’onda rimbomba loro come su di una conchiglia, che trasformano in grotta, e nell’azzurro pascolano il cielo terso e volano aerei in danze acrobatiche senza suolo, e nel sogno tutti riconducono il loro capo sul letto prima del suono della sveglia, è stato tutto un sogno. E allora cosa c’è di vero e di veritiero? Che anche i poeti posseggono uno stomaco, e, prima o poi, lo devono riempire. Non di soli sogni. E’ difficile districarsi nel mondo pulito di una lacrima che nasce come sorgente, pura e incontaminata, e percorrendo le occhiaie di tante notti passate a vegliare, sfocia sul viso come il letto di un fiume, e confluisce sulla bocca, come il mare, e come il mare la lacrima è salata, colma di un dolore che non trova pace e quiete, ma dentro il mare della tranquillità il fiume, come la lacrima dentro la bocca, troveranno pace e quiete, perché ogni cosa si ricompone.





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- albertoteodori -


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05/11/2009





Novembre



Cielo di piombo,
che si confonde con il grigio
di una città caotica,
corse nevrotiche di auto che avanzano
sputando veleno dalle marmitte.
Il mare con il colore del petrolio
si agita nervoso,
invadendo il lungomare.
Volti senza nome,
infastiditi dal vento
che porta via i loro cappelli
e vecchi che scuotono la testa
gridando parole incomprensibili.

Il tempo non consola
chi piange senza saperne il perché.

Franco

© Franco Limbardi




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Non solo vento



Vola ancora come quando ondeggiavi sul mare, ti innalzavi così tanto e poi cadevi giù a capofitto, e poi ti rialzavi, come un gabbiano, su per il cielo terso che ti piaceva tanto. Sono passati gli anni che volavamo insieme. E’ giunto il tempo del raccoglimento, ora, in questi giorni vi è la semina. Sappi che il tuo domani sarà roseo, perché stai costruendo su della roccia, e presto o tardi, i tuoi sforzi saranno ricompensati. Ti sarò accanto sempre, come il filo segue il suo aquilone, e avrò, e avrai chi avrà cura di te, sappilo già fin d’ora. Io, ora, potrò fare poco per te, ma sappi che rimarrai scolpita nel mio cuore come una rosa rossa senza spine. Tu hai fatto tanto per me, e me ne ricorderò ogni giorno della mia vita. Eravamo spensierati un tempo. Ora più consapevoli che il tramonto si fermerà, perché fermeremo il sole, esso non andrà via senza neppure salutarci, ma ci darà un’occhiata che ci rinfrancherà del cammino fatto fino ad ora. E tu aquilone, splenderai senza mai tramontare, e nel gioioso andare ondeggiati dal vento, ti darò filo a non finire mai. E nel giorno che non conosce tramonto narrerò le tue gesta di un’anima che ha ancora volontà di volare, ma insieme al suo compagno, e volerete, aquiloni senza fili, sorretti da un anelito di amore senza fine, e volerete oltre l’atmosfera, nello spazio intergalattico di voluttà celestiali. Senza mai paura del domani, perché vivrete l’oggi concretamente in ogni istante della vostra vita. E le galassie e le stelle comete vi condurranno alla via lattea, e dimorerete lo spazio senza confini, perché in possesso dell’armonia celeste, e nel blu dello spazio ricordatevi di me, che un giorno ha avuto la ventura di incontrare una libellula che voleva, e che vuole volare, oltre lo spazio, ma oggi ancorata ad una realtà che la vuole realizzare verso liti concreti e materiali. Perciò, non solo vento la libellula vuole seminare, ma realtà concrete che la condurranno verso l’autostima di un essere che merita tanto, e oggi sta realizzando atti concreti di sviluppo, pur ricordando la sua natura eterea.





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- albertoteodori -


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cielo rosso sangue




Note sul pentagramma della vita
scandiscono i ritmi del silenzio
e delle illusioni..
Forti melodie
al sapore di tristezza
più non nutrono il corpo scarno
Anima irrequieta che risali eterea
liberami dal peso dell’ineluttabile
Accompagnami fra le parole
che il mondo non sà piu' urlare
e portami con te attraverso quei fondali
fatti di Fogne e Fiati disumani
Alberga in me..cosi ch'io possa vedere nel buio
lo scempio dei travagli mai portati a vita nella luce
Dammi la dimensione giusta
del dolore  disperso negli occhi
come il gelo per le mani
come il freddo per il cuore
Fammi cadere cieca dinanzi alle verità
delle tue superbe Eminenze
e restami dipinto di Addio in pelle
e Perpetua Bellezza
come Il Sogno Ancorato alle Note Stonate
del Tuo Cielo Rosso Sangue
Athenha &  Runa
 




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- rose74 -


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04/11/2009





Poesia Haiku



Libere chiome

mature sonorità

si apprendono.





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- Federnegr -


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Pensione e poesia



La mia esperienza personale è che ho ingigantito l'io fino a non trattenerlo e canalizzarlo in una direzione specifica, e attraverso la sensibilità e l'emotività, tutto è cresciuto in maniera incontrollabile ed esorbitante. Tutto il mio io è esondato e non sono più riuscito a controllarlo da una certa parte della mia gioventù, dove gli psicofarmaci hanno partecipato al contenimento del mio io, dove quando scrivo, sono con me stesso, e riesco ad essere me stesso, ma quando parlo con gli altri, interviene l'emotività e la sensibilità, che non rendono libero il mio io, ma imprigionato dentro una bottiglia, quello dentro la bottiglia è il mio io che fuoriesce solo quando è solo con se stesso, e per esempio scrive, come ora. Ho chiamato un mio libro L'io inespresso, perché quando sono con gli altri, non riesco a dare tutto me stesso, ma una parte. Mio padre è partito per l'Africa quando avevo 13 anni ed è ritornato quando ne avevo 24 di anni, lui per me è sempre stato un estraneo ai miei occhi, fino alla sua morte avvenuta nel 1987. Mia madre invece mi ha tenuto sotto la sua grandissima personalità, e sono cresciuto sotto il suo dominio materno, ha voluto lei le mie scelte importanti, tipo la scuola il lavoro, e non so se sono maturato appieno ora che di anni ne ho 52. Sono in pensione dal 2002 per invalidità civile all'80%, e vivo di pensione e di poesia. La cosa fino ad ora potrebbe anche apparire accettabile, ma io ho avuto cinque internamenti in cliniche psichiatriche, e nel 1984 mi misero gli elettrodi sulla testa e mi inserivano un liquido bianco sul braccio sinistro con una grossa siringa, ed io perdevo conoscenza, è inutile dare le colpe, quello che mi sento di dire è che se io fossi meno sensibile e meno emotivo, sarei una persona normale, ma quanti indici puntati a chi va dentro certe cliniche e magari viene scoperto. Ciò è penoso più della malattia, l’indice puntato oltre il disagio di una malattia psichiatrica, ciò fa più danno di mille farmaci che si prendono per tenere in equilibrio una mente.





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- albertoteodori -


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03/11/2009





Il rumore del mare



Il rumore del mare
nasconde i miei silenzi
che quasi mi scordo
la solitudine attorno.
Pensieri e ricordi si accavallano
e accarezzando la sabbia
saluto il giorno
mentre l’eco di un onda
mi tiene compagnia.

Franco






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- Franco61 -


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Cattive parole



Tutto m’appare sovrumano mentre danzo melodie al suono dell’upupa e restringo il cerchio concentrico del vortice violaceo ai confini dei venti e assecondo un secondo per intitolare una piazza ad un mio amico poeta giacché se lo merita e meditando l’infinito osservo un minuto secondo assecondare le minuzie di questo mondo. Altro io non voglio, disse il condannato a morte e scese presso il patibolo dove fu ghigliottinato e Robespierre andava fiero di sé, perché non aveva concorrenti che lo eliminassero alla ghigliottina di Carlo Conti, ma lui contava davvero nell’illuminismo, era un illuminato, ma non da Dio. Dalla ragione, che invece fu rivoluzionata dal romanticismo. Altro io non voglio disse al matrimonio il marito dopo aver detto si all’altare, perché aveva indovinato la moglie giusta per lui e infatti lo seguì per tutta una vita, ma che cos’è una vita di fronte all’eternità, disse un granello di sabbia di fronte al mare! Tutto fa brodo, disse il cuoco stanco della minestra. Io vorrei perlustrare tutto il mondo, ma se prima non perlustro me stesso potrei andare ovunque, ma non porterei me stesso. Conosci te stesso, fu detto e ripetuto più volte, ma non da me. Io vorrei perlustrare il mondo intero, ma dovrei partire dalla mia anima e dai siderei canti che l’avvolgono in un suono di sillabe fruscianti una melodia arcaica, perché tutto fu pronunciato ed eretto attraverso la parola che ne conserva l’importanza per chi fa arte della parola. E pesa ogni parola detta dai profani del tempio che profanano il tempio stesso, giacché sono essi stessi dei profani. Ma tutto ha diritto ad esistere, ma può essere esentato dall’essere raccolto, giacché la zizzania si scarta, e tutte le parole maleodoranti che vengono pronunciate dai più, tanto non costa nulla parlare, ma sta scritto che ogni cosa proferita verrà una volta giudicata, perché ogni cosa pronunziata può ferire, se l’altro non è in possesso dello scudo, per proteggersi dalle cattive parole.  





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- albertoteodori -


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02/11/2009





I sogni di ieri



amo l'autunno

quando piove parole leggere

che si posano

quasi eleganti

su frantumi di pensieri

o gocce intense pesanti

sui sogni di ieri

amo l'autunno

perchè sa ogni dolore

lo fa scorrere nella memoria

a rivoli fiumi

cascate di pioggia

per ricordare il pianto

e il suo colore





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- donivola -


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Eterea luce



Eterea luce

che cammini

sotto i lampioni

di questo paese,

almeno in aprile

nascerà il lillà?





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- albertoteodori -


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Ad Alda...



E, quel "vestito incandescente",
che ha insultato
l'intera tua esistenza,
ha tormentato te stessa...
Mentre piangevi, ridevi, soffrivi,
l'essere tuo donna diveniva
realtà contesa
da sguardi sconsolati...
Tu,
requie ai tuoi domani...





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- Rosemary3 -


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01/11/2009





Perché questa vita



Perché questa vita?

Quando imparerò a vivere?

Forse mai, ma io non ce la faccio più,

i miei ospiti pensieri mi stanno uccidendo

senza che io possa formare una diga al loro dilagare.

Eppure ho tutto, non c’è niente che non abbia.

Non ho la forza di vivere, di dire no a tante situazioni penose.

Mi porto da trent’anni il mio stato penoso

e ho fatto dosi troppo forti di ingenuità

che pago e vado pagando a caro prezzo.





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- albertoteodori -


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Tremila metri



Viaggerò per le alte quote dove tutto diventa  più vasto, fino alla cima più alta, fin dove è possibile arrivare senza troppi pericoli, perché è già tanto pericolosa la vita per se stessa. Per sentieri irti come macigni mi innalzerò almeno sui tremila metri e là godrò della voce esponenziale della mia vista che udrà significati e significanti aldilà d’ogni umana vita, perché altezza è uguale a bellezza e sterminate montagne vedrò con gli occhi d’aquila di cui a quelle altezze si è dotati dalla natura. E senza paura del buio mi accamperò laddove il sole va a dormire tra quelle vastità e all’aurora sarò spettatore di voci mai udite alla mia mente collegata con il cosmo, e davvero si dirà, la bellezza salverà il mondo.





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- albertoteodori -


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31/10/2009





ho solo...sbagliato...



 
Ho solo camminato perché dovevo,
tra i rami secchi che altri
hanno lasciato.
 
Ho solo dovuto sopravvivere ,
dove altri hanno rubato l’acqua
senza dividerla con me con noi .
 
Ho solo sbagliato a seguire la massa,
ma appena ho capito , ho tentato
di uscirne fuori,
così dietro a me ho anche io lasciato dei vuoti,
dove altri cercano di riempire.
 
Ho solo ….
 
Ma ho commesso degli errori
Ed altri rami secchi 
se ne sono aggiunti ad altri
 
 
                                         Amfortas
 
 




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- mondoamfortas -


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Vampiro



Che voglia di sentire
l’odore del tuo collo
e come un vampiro
marchiarlo...
di scarlatta passione

Franco





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- Franco61 -


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30/10/2009





Notte di Halloween




Notte di Halloween
che divora il giorno
cancellando la luce
e dissolvendo i fantasmi
nati dalla nostra angoscia.
Notte di Halloween,
di streghe e folletti
di mostri e fantasmi,
fantasmi della mente
generati dall’umano egoismo.

Franco





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- Franco61 -


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28/10/2009





Sensuali melodie



In questa notte
dall'aria limpida
la luna disegna
corde d'argento
sulla tua pelle nuda.
Per me e le mie dita
un invito a comporre
sensuali melodie
da scrivere insieme
sul pentagramma dell'amore.

Franco






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- Franco61 -


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Rievocarti al cuore



Eri tu che sorridevi alla vita ed io non mi stancavo di guardarti. Ti avrei guardato tutta una vita se solo avessi potuto, perché una vita sarebbe occorsa per entrare dentro i tuoi occhi splendenti, non ne ricordo il colore, ma essi erano profondi come il mare, e sarei sceso nei fondali marini e li avrei raccolti, sicuramente sarebbero diventate perle i tuoi occhi, di te non so se ho in mente il nome, ma nessun nome sarebbe appropriato se non quello di Afrodite, perché tu sei la dea della bellezza e i tuoi capelli al vento dello scirocco diventerebbero messe al mese di giugno quando il grano sta per essere raccolto, ma i capelli sono niente se tolti al tuo aspetto di principessa delle maree, che, come la luna, ne governa l'andamento. Non so neppure se ti rivedrò, ma io ti ho fotografata con il fotogramma del cuore e che non cancellerò più. Il tuo volto rimarrà scolpito come roccia nel mio cuore tenero, perché sei tu che hai folgorato la mia esistenza con la tua presenza, e niente varranno e il tempo e lo spazio, io sarò vicino a te ogni momento decidessi di rievocarti al mio cuore.





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- albertoteodori -


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... e dopo una vita portando il calore dell'amore,
arrivi all'orizzonte e scopri che c'è il nulla.
Lo guardi e ... in un nuovo inizio
cominci ad amare chi ti passa accanto.
Il nuovo orizzonte della vita.





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- etivengoacercare -


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27/10/2009





Le perdite di tempo



Eppure, quante volte mi sono affacciato alla finestra vedendo scorrere la vita sotto di me? Infinite volte! E sempre ho pensato tra i miei pensieri, ci sarà tempo per prendere il largo. Ci sarà tempo per impegnarsi nel sociale. Ci sarà tempo per vedere crescere un uomo. Ma l'uomo è cresciuto, ma è rimasto ancora affacciato alla finestra. E adesso ti mordi i gomiti, ti strappi i vestiti, ti laceri le vesti, e dici a te stesso, ah l'avessi compreso prima! Avrei fatto qualcosa, fatto cosa? E vai in montagna, sui tremila metri e ti affacci ancora alla finestra della vita, e ti accorgi che tutto è ancora possibile, basta che tu lo voglia, perché lassù ti incontri con le nubi, intuisci veramente il valore della bellezza e del suo culmine, quando sei lassù tutto l'altro muore, rimani tu e la montagna che ti accoglie, e le altre montagne minori ti si presentano come gradini di una scala, e dietro di te vedi la vetta, essa svetta alta, come il gradino più alto, e che sai di non arrivarci mai, ma ti basta sapere che tutto si può, anche sottostare ai profitti e alle perdite, ma le peggiori, sono le perdite di tempo.





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- albertoteodori -


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Infiniti universi



In questa spazialità s'annega il mio cuore, che vede ogni pianeta come gigantesco andare in equilibrio fra miliardi e miliardi di stelle, esse sono sorrette da una mano gigantesca che fa muovere l'intero universo in infiniti altri universi. Questa sensazione di fluidità ed equilibrio del tutto mi fa venire in mente la tela di un ragno, in cui ogni spazio è circoscritto da legacci in equilibrio fra loro. E tutto è immenso, come il divenire provenga da un Essere che intesse una tela di proporzioni intergalattiche e di vie lattee infinite, e dove ogni stella è chiamata ad essere tale da miliardi di anni luce. Io mi perdo in tale profondità e l'animo mio si smarrisce di fronte a tanto spiraglio di luce eterna. Ciò mi fa sentire meno solo, perché non so se tutto il creato sia stato eretto per l'uomo, ad immagine e somiglianza di Dio, o se le leggi che governano infiniti universi siano state prese in considerazione per un qualcosa che a noi non è dato sapere. Comunque sia, il destino ci ha chiamati ad essere partecipi come una infinitesimale parte del tutto, e non spetta a noi il domandarci per chi sia stato eretto il tutto abissale di infiniti universi.





firmato da..
- albertoteodori -


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Un battito d'ali è stata pubblicata la poesia vincitrice della Seconda Edizione 2007 del Concorso.









Alda Merini...


Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d’amore.

Alda Merini






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